Sostegno psicologico in ambito clinico e valutazione psicodiagnostica in ambito clinico e giuridico.
Lavoro con adulti e giovani adulti, offrendo sostegno psicologico e occupandomi di valutazioni psicodiagnostiche anche in ambito giuridico.
Sono uno psicologo con formazione in ambito clinico e forense, con una specializzazione in psicodiagnostica.
Il mio percorso si è sviluppato tra università, contesto clinico e realtà legate al sistema giudiziario.
Ho conseguito la laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche e la laurea magistrale in Psicologia Criminologica e Forense presso l'Università di Torino e ho approfondito l'utilizzo degli strumenti psicodiagnostici attraverso un Master di II livello.
Durante il percorso magistrale ho partecipato a laboratori ed esperienze formative in ambito penitenziario, tra cui attività di colloquio clinico in carcere, intervento sugli autori di reato e analisi di casi legati al processo penale, che mi hanno permesso di entrare in contatto diretto con il contesto detentivo e di sviluppare uno sguardo attento alla complessità psicologica della persona, anche in situazioni altamente strutturate e vincolate.
Durante il tirocinio post-lauream ho lavorato in una comunità riabilitativa con adolescenti, confrontandomi con situazioni complesse e disturbi psichiatrici eterogenei, con la necessità di integrare valutazione e relazione d’aiuto. Parallelamente , sempre come parte del tirocinio, ho lavorato in uno studio che si occupa di valutazioni psicodiagnostiche e neuropsicologiche, prevalentemente rivolte all’infanzia e all’adolescenza (DSA, ADHD, disabilità intellettive).
Inoltre, sto maturando esperienza nell’ambito peritale e consulenziale, collaborando a livello formativo da più di un anno con il Dott. Elvezio Pirfo, Psichiatra Forense e perito del Tribunale di lunga data, con esperienza maturata in decenni di carriera professionale.
Nel 2027 inizierò la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica indirizzo adulti a Torino, per approfondire ulteriormente gli studi e ottenere il titolo di Psicoterapeuta.
Questo percorso mi ha portato a sviluppare un modo di lavorare che tiene insieme rigore e attenzione alla persona, cercando di comprendere non solo il sintomo, ma anche il contesto e la storia in cui prende forma.
"Il sintomo non è un nemico: è qualcosa che chiede di essere compreso. Dargli significato è il primo passo per ritrovare equilibrio"
Dott. Davide Termine — TorinoA volte il disagio è evidente: ansia che non lascia tregua, momenti di tristezza profonda, difficoltà nel sonno o nella concentrazione. Altre volte è più sfumato: una sensazione di fatica costante, di blocco, di qualcosa che non torna ma che è difficile spiegare.
Ci sono momenti della vita in cui questo può accadere più facilmente: difficoltà nelle relazioni di coppia, conflitti familiari, separazioni, lutti, periodi di forte stress o cambiamenti importanti. Altre volte il malessere può avere radici più profonde, legate a esperienze passate, traumi o modalità di funzionamento che si ripetono nel tempo.
Rivolgersi a uno psicologo non significa necessariamente "stare male abbastanza", ma sentire che qualcosa merita di essere compreso.
È uno spazio neutro in cui fermarsi, dare un nome a ciò che si sta vivendo e iniziare a guardarlo con maggiore chiarezza.
Intraprendere un percorso di questo tipo non è un segno di debolezza, ma un atto di consapevolezza. E, spesso, anche un atto di coraggio.
Spazio di ascolto e approfondimento finalizzato alla comprensione del disagio psicologico e all’individuazione del percorso più adeguato, sia in termini di supporto che di eventuale valutazione.
Percorsi di valutazione psicologica attraverso colloqui clinici e strumenti standardizzati, finalizzati a comprendere il funzionamento emotivo, cognitivo e comportamentale della persona.
Analisi della coerenza e attendibilità dei sintomi riportati, attraverso l’integrazione di strumenti validati (SVT e PVT) e dei dati clinici, anche in contesti di valutazione psicodiagnostica in ambito forense.
Interventi rivolti ad infanti e adolescenti finalizzati al potenziamento delle strategie di studio e dell’autonomia scolastica, con attenzione ai processi cognitivi ed emotivi coinvolti nell’apprendimento.
Il lavoro in ambito clinico parte dall’ascolto, ma non si esaurisce in esso. Comprendere il disagio significa andare oltre il sintomo, esplorando il funzionamento della persona, il contesto in cui vive e la storia in cui quel disagio prende forma.
Il percorso viene costruito in modo progressivo e condiviso: i primi incontri permettono di chiarire la richiesta e definire insieme la direzione del lavoro, che può orientarsi verso un supporto psicologico oppure verso un approfondimento psicodiagnostico.
In questo senso, la valutazione non è solo uno strumento tecnico, ma un processo che permette di integrare colloquio clinico e strumenti standardizzati, fino alla restituzione finale, offrendo una comprensione più articolata e utile per orientare le scelte successive.
L’obiettivo non è fornire etichette, ma comprendere il funzionamento della persona per individuare il percorso più adeguato.
Richiedi un appuntamentoI primi incontri permettono di comprendere la natura del disagio e costruire una prima lettura condivisa della situazione. A partire da questo spazio iniziale, è possibile orientarsi verso un percorso di supporto oppure valutare l’opportunità di un approfondimento psicodiagnostico.
Un percorso strutturato, generalmente articolato in più incontri, che integra colloqui clinici e strumenti standardizzati. Si conclude con la stesura di una relazione e la restituzione dei risultati, finalizzata a fornire una comprensione approfondita del funzionamento psicologico e un orientamento per i passi successivi.
Un approfondimento utile nei casi in cui il quadro clinico risulti poco chiaro o presenti elementi di incoerenza tra quanto riportato e quanto osservabile. Permette di integrare dati clinici e strumenti specifici per costruire una comprensione più accurata del funzionamento della persona, evitando sia sottovalutazioni che sovrastime del disagio. Può essere rilevante, ad esempio, in situazioni di difficoltà scolastiche, sintomi persistenti non chiaramente inquadrabili o richieste valutative specifiche.
Il primo contatto è un momento semplice ma importante. Attraverso una breve telefonata è possibile raccontare cosa sta succedendo e capire insieme se questo può essere il luogo giusto da cui iniziare.
I primi colloqui sono uno spazio per fermarsi e mettere a fuoco ciò che si sta vivendo. Servono a conoscersi, a dare forma al disagio e a comprendere meglio cosa sta avvenendo, senza fretta e senza giudizio.
A partire da ciò che emerge, si costruisce insieme un percorso. Può trattarsi di uno spazio di supporto oppure di un approfondimento psicodiagnostico, con l’obiettivo di trovare una direzione che abbia senso per la persona.
Il lavoro in ambito forense si colloca all’incontro tra psicologia e diritto, in contesti in cui la comprensione della persona deve tradursi in una valutazione chiara, fondata e comunicabile.
Il mio percorso in questo ambito si sviluppa attraverso una formazione specifica e un lavoro di affiancamento a professionisti con esperienza, che mi permette di confrontarmi con la complessità delle valutazioni in ambito giuridico.
Questo consente di integrare progressivamente competenze cliniche e strumenti psicodiagnostici con le esigenze del contesto legale, mantenendo attenzione sia alla persona che alla struttura della valutazione.
In questi contesti, il lavoro richiede rigore metodologico e coerenza, evitando semplificazioni e costruendo una lettura del caso che sia solida e sostenibile.
L’obiettivo è contribuire a valutazioni che siano clinicamente fondate e adeguate al contesto giuridico in cui vengono utilizzate.
Richiedi una consulenzaValutazione psicodiagnostica strutturata, attraverso colloqui clinici e strumenti standardizzati, finalizzata a comprendere il funzionamento psicologico della persona all’interno di contesti legali. Può essere utile quando è necessario approfondire aspetti clinici rilevanti per la lettura del caso.
Valutazione mirata a verificare l’attendibilità dei sintomi riportati, attraverso l’integrazione di strumenti specifici (SVT e PVT) e dati clinici. Particolarmente rilevante in ambito giuridico e assicurativo, nei casi in cui sia necessario distinguere tra manifestazioni autentiche e possibili esagerazioni o simulazioni.
Analisi di relazioni, perizie o documentazione clinica già disponibile, finalizzata a fornire una lettura psicologica del caso. Può riguardare sia la richiesta di un parere tecnico su valutazioni già effettuate, sia l’inquadramento complessivo di una situazione a partire dal materiale disponibile.
Hai dubbi su come funziona un percorso psicologico o su cosa aspettarti da una consulenza forense? Qui trovi le risposte.
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Dott. Davide Termine · Psicologo Iscritto all'Ordine degli Psicologi del Piemonte, Albo A n.12851 · Torino